ROCK HARD
July/Agust 2005
1. Iniziamo con un breve sguardo retrospettivo: come giudichi la
reazione del pubblico e della stampa specializzata nei confronti dei
vostri lavori precedenti? Vi potete ritenere ancora pienamente soddisfatti
o, a distanza di tempo, riscontrate in essi dei punti deboli?
L'accoglienza riservata al primo NOT LIGHT BUT RATHER VISIBLE DARKNESS
era stata davvero entusiastica, per noi fu una grande soddisfazione.
Top album qua e là, in alcuni casi anche anche all'estero (Metallian).
Ma quello era un disco registrato nel 2001 con brani composti a partire
dal 97, non poteva avere la maturità e la personalità
di questo nuovo lavoro. Lo split coi DARK LUNACY uscito nel 2003 era
un proseguire verso la strada intrapresa col debut, ma il vero passo
in avanti è arrivato con questo BEHOLDING THE UNPURE, credo sotto
tutti i punti di vista.
2. Quanto tempo vi è occorso per completare
il processo compositivo di "Beholding The Unpure"?
Moltissimo. Quasi tre anni per comporlo, registrarlo e mixarlo. Questo
perché abbiamo riservato allo studio degli arrangiamenti una
cura del tutto particolare.
3. Quali differenze intercorrono tra il nuovo album
e le uscite precedenti?
Bè, direi che le differenze sono moltissime e fondamentali. Prima
ci muovevamo su un territorio che poteva essere visto come un punto
di incontro ideale tra scuola americana e scuola europea, adesso la
cosa si complica
non ci sono più melodie neoclassiche e
lunghi assoli, le atmosfere sono molto più asfissianti e claustrofobiche.
C'è una vena teatrale/schizoide che percorre tutto l'album, la
ritmica è molto più compatta che in passato, gli assoli
sono più disturbanti e sicuramente più personali, le vocals
più particolari ed elaborate
voci parlate, filtrate, sussurrate,
urlate. Il growl e lo screaming sono solo due estremi all'interno dei
quali abbiamo costruito uno stile che ritengo molto originale
sebbene
esista ancora una componente melodica, non credo proprio che si possa
parlare di melodic death metal melodico!
4. Quali sono, invece, i punti comuni che possono costituire
idealmente una linea di continuità tra i lavori pubblicati sino
ad ora dal gruppo?
La progressività di certe parti, il riffing piuttosto tecnico
ma non sterile, la melodia (anche se diversa) che va ad incastrarsi
e ad amalgamarsi sulla brutalità
credo che queste cose si
siano sublimate in altre, pur rimanendo rintracciabili.
5. Rispetto alle precedenti prove in studio, la registrazione
di "Beholding The Unpure" è risultata più agevole
o ha comportato un maggior dispendio di energie oltre che di concentrazione?
L'impegno richiesto da BTU è stato assolutamente molto più
"totalizzante"
questo album per 6 mesi ha preso il controllo
delle nostre vite
spesso dormivamo in studio, era come assistere
ad un vero parto! Considera che l'abbiamo registrato/mixato da soli
nel Potemkin studio di Civitanova dove lavora Paolo (voce) e che ce
la siamo dovuta cavare da soli in ogni situazione
a volte è
stato molto appagante, altre drammatico! E ci sono volute una valanga
di bottiglie di vino rosso!
6. Quale brano di "Beholding The Unpure"
risulta più complesso a livello di esecuzione?
Sono tutti piuttosto complessi, soprattutto a livello di esecuzione
in gruppo
il difficile sta nel rendere tutto compatto e senza sbavature
continuando
ovviamente a fare un casino infernale sul palco
non sempre è
cosa agevole, ma ce la mattiamo tutta. Tra i più complessi sicuramente
BLOOD SPILLED FOR A SPELL e THE UNPURIFIER.
7. Ciascun pezzo manterrà la stessa conformazione
anche dal vivo o, per adattarli a tale contesto, saranno riarrangiati?
La stessa forma, con qualche piccolo aggiustamento del caso per aumentare
la resa live. Ma comunque i pezzi rimarranno molto fedeli al disco,
garantito.
8. Un elemento distintivo del vostro stile è
la capacità di infondere una marcata componente teatrale in un
sound piuttosto grintoso e violento, peculiarità, questa, rintracciabile
tendenzialmente in gruppi dal suono più "accessibile".
Concordi?
Assolutamente sì, la teatralità è importantissima
in questo disco. Infatti leggendo i testi mentre si ascoltano certe
parti, l'effetto totale si amplifica notevolmente.
9. In questo contesto la voce non ricopre un ruolo
di contorno, ma incarna, spesse volte, la componente più istrionica
e teatrale di cui sopra. Ritieni tale considerazione corretta? Qual
è la tua opinione al riguardo?
Certamente, come ti dicevo prima la voce in questo disco è un
vero e proprio strumento. Un altro motivo per cui credo che ci stiamo
affrancando sempre più dal death metal in senso stretto, rimanendo
comunque in ambiti molto estremi. Anzi, ritengo questo BTU un album
estremissimo negli intenti e nella filosofia di base che lo anima.
10. Credo che un brano quale "Insane Vein Invading
Inner Spaces" sintetizzi appieno le summenzionate caratteristiche
e, soprattutto, costituisca un sensibile distacco dagli schemi più
convenzionali del metal estremo. Concordi?
Anche qui, non posso che concordare in pieno. Questo brano è
un vero e proprio esperimento che ho scritto e registrato prima nel
mio home studio e poi riproposto durante le sessioni di registrazione
vere e proprie. Ho scritto anche i testi e le parti di basso, e ho fatto
un po' da regista per le voci, guidando Paolo nell' interpretazione.
Il risultato è secondo me eccezionale, sebbene questo sia un
pezzo assolutamente fuori da molti degli schemi usuali del metal.
11. Ritieni che altre canzoni di "Beholding The
Unpure" presentino le medesime caratteristiche?
Insane Vein Invading Inner Spaces è un'estremizzazione di tutti
quegli elementi "nuovi" che sono stati inseriti nel nostro
sound. Gli altri brani presentano questi elementi in maniera più
dosata, ma è ben possibile rinvenire continui rimandi stilistici.
12. Come nasce un brano degli Infernal Poetry e chi
è il principale compositore?
Le cose stanno cambiando: come quantità di riff continua ad essere
sicuramente mio il principale apporto, ma stiamo aumentando il livello
di coralità nella strutturazione e negli arrangiamenti. Sono
molto contento di come stiano andando le cose in questo senso. Riusciamo
quasi subito a capire se una cosa funzioni o no, o per lo meno concordiamo
al volo quasi su tutto. E non è poco!
13. Reputi restrittiva l'etichetta di death metal band?
Come descriveresti il vostro sound ad una persona che non ha mai avuto
l'occasione di ascoltarvi?
Direi che senza volerlo ti ho già risposto anticipandoti
moltissimi
recensori hanno detto che questa è una definizione che oggi ci
va stretta, e io aggiungo che lo sarà ancora di più domani.
Siamo in continua evoluzione, non faremo mai due album uguali! Una nota
web zine ha suggerito: Schizoid Metal
ti dirò, non mi dispiace
per niente!
14. Limitatamente al death metal, vi sentite più
vicini al filone svedese o a quello statunitense?
Visto che adesso in Svezia si parla solo in termini di ritornelli melodici
con voci pulite e cori, più a quello americano, almeno a livello
di attitudine. Chiariamo che non ho nulla contro chi per primo ha usato
ritornelli melodici: mi piacciono ed è sempre bello vedere gruppi
che si evolvono, ma non sono d'accordo con chi segue a testa bassa quelle
2-3 realtà guida.
15. Musicalmente parlando, quali sono le vostre principali
fonti d'ispirazione? Quanto sono cambiate nel corso degli anni?
Nessuno di noi ascolta più metal estremo da anni credo (e qualcuno
non l'ha mai ascoltato!)
è l'unico modo per tentare nuove
strade secondo me. L'ispirazione arriva da altri lidi
i nostri
ascolti? C'è chi ascolta De Andrè tutto il giorno e si
intristisce così, chi è fissato col blues, chi con la
roba sperimentale, chi con l'Hard rock anni '80
qualcuno con la
musica brasiliana
ascoltare solo metal è secondo me molto
limitante, soprattutto
se vuoi suonare metal!!! Pare un controsenso
ma è così!
16. Come è nata l'idea di rivisitare "Fear
Of The Dark" degli Iron Maiden, un classico piuttosto impegnativo,
soprattutto in termini di durata? Il summenzionato pezzo ha rappresentato
la prima ed unica scelta o avete operato una selezione tra diversi possibili
brani da rivisitare?
Ma, semplicemente ci sembrava una canzone che si prestava a essere ricostruita
secondo il nostro stile
direi che l'esperimento è perfettamente
riuscito, anche in sede live ha il suo bravo effetto.
Non c'erano altri concorrenti in lizza, ci piaceva questo pezzo e questo
abbiamo rivisitato, è nato tutto in maniera piuttosto naturale.
17. Quali tematiche avete affrontato nei testi?
I testi sono molto forti, molto più che in passato. Si parla
delle impurità che si annidano nelle pieghe della mente e dell'animo
umano
impurità vergognose e ripugnanti secondo la morale
corrente, ma non per questo meno funzionali al nostro vivere.
18. Puoi illustrare il trait d'union che lega idealmente
la copertina al titolo dell'album?
L'uomo in copertina guarda, forse ammira, stipato in una posa grottesca
e innaturale, qualcosa al di sopra di lui, qualcosa di sporco, ruvido,
impuro appunto. Tutto l'artwork è stato fatto così, in
linea con quanto trattato nei testi ed espresso con le note.
19. In quale misura l'artwork, l'aspetto puramente
visuale, è importante nell'economia del gruppo?
Io credo che ascoltare questo album senza avere fra le mani l'artwork
non sia la stessa cosa
musica, testi e immagine sono perfettamente
integrati, penso che l'aspetto esteriore influenzi molto l'ascolto.
20. Quanto tempo vi è occorso per portare a
termine la lavorazione del video di "Hellspawn"? In quale
misura l'inserimento negli album di una traccia multimediale può
contribuire ad accrescere la popolarità di una band?
E' un video vecchio di 2 anni che non ha richiesto molto tempo. C'erano
riprese dei nostri live a Roma e ad un altro paio di concerti montate
con altre immagini riprese su un set. E' un video che gira ancora oggi
su Rock TV e a suo tempo è stato anche sulla compilation di questa
rivista, credo che la sua utilità stia soprattutto in questo
tipo di utilizzo. Comunque stiamo per girarne un altro, tratto dalla
canzone CRAWL. Sarà sicuramente migliore di quello di HELL SPAWN.
21. Quali obiettivi vi siete prefissati con la pubblicazione
di "Beholding The Unpure"?
A livello puramente personale e artistico siamo già arrivati
al traguardo prefissato, cioè riuscire a creare qualcosa che
almeno per noi fosse assolutamente diverso da quanto fatto prima e da
quanto si fa solitamente oggi. A livello di audience speriamo di accrescere
la nostra notorietà, anche se questo non è sicuramente
il periodo più fiorente per l'industria discografica.
22. Gli Infernal Poetry in tre parole.
Direi le tre stesse parole usate per descrivere l'album: bizzarro, sperimentale,
malato!
23. A te la possibilità di chiudere l'intervista
come meglio credi
Ti ringrazio nuovamente per averci fregiato del titolo "disco da
non perdere" e ringrazio tutto lo staff di Rock Hard per averci
ospitato di nuovo sulle sue pagine. Su www.infernalpoetry.com trovate
un po' di tutto, fateci un salto
e venite ai concerti!
Ah, già che ci sono, uscirà nei prossimi mesi un mio romanzo
per Prospettiva Editrice, se siete curiosi visitate anche www.danielegalassi.com
e sentitevi liberi di insultarmi!
Stay unpure!
Paolo Sola/Rock Hard