10/08/2007 Live reports from ARMAGEDDON IN THE PARK
Finalmente arriva l'ora degli headliner Infernal Poetry , molti sono qui per loro e infatti le prime fila vengono avvolti dal loro sound, alcuni rimangono esterefatti, altri si lanciano in un headbanging furioso. Già perché i nostri sono semplicemente la band più originale, personale, malata che la nostra scena abbia mai partorito. Ineccepibili tecnicamente su disco, riescono a riproporsi anche in sede live con in più un impatto devastante. Il sabba ha inizio con “Forbidden Apples” dall'ultimo EP “Nervous System Checking”, le orecchie percepiscono qualcosa di fresco, il death melodico degli esordi si è evoluto verso qualcosa di schizzato, insano, spiazzante e fottutamente heavy, da brividi! Con “From Mortal Body To Eternal Soul” si pesca dal primo album dove tutte le idee future erano in embrione, gran pezzo Infernal Poetry al 100%. “I Always Lay Beneath” torna a “Beholding The Umpure” del 2005, qua la lezione del mai troppo compianto Chuck Schuldiner è stata capita, metabolizzata e reinterpretata da questi pazzi, un alternarsi di riffoni death e accelerazioni al cardiopalma, il pubblico è annichilito. Veramente gran musicisti i ragazzi, sezione ritmica un metronomo, chitarre sempre presenti ad eseguire partiture intricate ma al tempo stesso coinvolgenti e non è cosa che riesce a tutti, più Paolo frontman carismatico ed inquietante che tra growl, urla, sputi e ottimo vino delle colline del basso Molise fa capire al mondo che nessuno farà cessare la nostra rabbia!!! La tempesta sonora corre verso l'epilogo non prima però del botto finale. “Hellspawn”, uno dei miei brani preferiti, fa capire che ai concerti metal si fa “burdell” fino alla fine, fino all'ultima goccia di sangue e sudore, gran canzone che unisce Slayer, Death, Obituary e qualcosa dei Children Of Bodom, una miscela a dir poco esplosiva. Finale affidato ad un inno metal per eccellenza, quella “Fear Of The Dark” cantata innumerevoli volte sotto il palco dei Maiden, qui riproposta con voce growl e una veemenza da far tremare il suolo. Tutti abbracciati pronti a cantare ma gli Infernal partono direttamente dal riff e stavolta per le transenne non c'è scampo, vola di tutto e di tutti, staff, security, band, organizzazione sono sotto il palco per suggellare una giornata di sacro metallo che finisce tra applausi e fiumi di birra.
entrateparallele.it
Il festival sta quasi per giungere a termine, ma manca ancora il piatto forte della serata, e cioè lo show degli INFERNAL POETRY , e, come sempre, di vero show s'è trattato… Non ricordo più il numero di volte che ho visto la band dal vivo, non ultima l'esibizione al {S}Hammer Metal Fest, ma ogni volta mi stupisco per la devastazione che riescono a procurare quando iniziano a suonare. Sì, semplicemente devastanti, sia che suonino in un grande festival, sia che lo facciano in un piccolo club. Per loro non fa differenza, quello che devono fare è solo rompere il cranio ai presenti con il loro death metal violentissimo ma al tempo stesso tecnico e melodico. Sinceramente ho quasi esaurito le parole, perché mi sono trovato più volte a recensire un loro concerto e non so proprio più come esprimere il fatto che stanno raggiungendo, show dopo show, dei livelli veramente altissimi. Le prestazioni dei singoli sono come sempre eccellenti, d'altra parte stiamo parlando di musicisti con due attributi grossi così. E altrettanto eccellente è lo show nel suo insieme… ti prende, ti porta in una sorta di stato rabbioso/distruttivo, e per più di un'ora non ti lascia scampo. Come sempre ben bilanciate le composizioni, estratte sia dall'ultimo “Beholding the un pure” che dal suo predecessore, senza scordarsi le ultime arrivate, “Forbidden apples” e “They dance in circles”, tratte dell'EP “Nervouse system checking”. E quando ormai si giunge al termine quasi non ti sembra vero che sia passata già un'ora, e nonostante ti ritrovi ormai con il collo devastato dall'headbanging vorresti quasi che continuassero ancora.
EUTK.net
28/07/2007 Live reports from SO ROCK FEST #4 2007
Infernal Poetry : concerto letteralmente devastante. Gli Infernal Poetry sono ormai approdati ad una concezione personale del death, giustamente definito “schizo death metal”. Il cantante Paolo Ojetti è una forza della natura, un frontman incontenibile che incita il pubblico e non esita a saltare giù dal palco per abbracciarlo. Ma tutti i membri non si risparmiano di certo e danno il massimo di sé. Il sound malato dei dischi (soprattutto di ‘Beholding The Unpure' e ‘Nervous System Checking') è ricreato con ottima perizia tecnica, le pochissime sbavature sono subito cancellate dall'enorme furia sprigionata da ogni singola nota. ‘Forbidden Apples', ‘Hellspawn', ‘Fleshapes' sono proiettili in pieno volto che non tralasciano però la cura negli arrangiamenti. E continuo a ritenere ‘The Frozen Claws Of Winter' una delle canzoni più esaltanti che abbia mai ascoltato (giuro, non sto esagerando!). Peccato solo per il volume del basso coperto dagli altri strumenti e i suoni non proprio perfetti, che, se migliori, avrebbero potuto enfatizzare ancora di più un concerto di prim'ordine. Esaltanti, non ci sono altri aggettivi.
Benzoworld.com
Sono bastati i quaranta minuti a disposizione per permettere agli anconetani Infernal Poetry di testare la solidità del tendone ospitante il So Rock Day con il loro death metal schizoide. Il tour europeo insieme con i Dismember evidentemente è stato più che una nave scuola per i Nostri: Paolo Ojetti & Co. hanno coinvolto e convinto la numerosa audience sputando sul pubblico (tra l'altro) mitragliate come Fleshapes e un paio di novità tratte dall'Ep uscito nei primi mesi del 2007 ( Forbidden Apples e They Dance in Circles ). Le ostilità sono terminate con la cover di Fear of The Dark , che è sempre un piacere sentire a prescindere dai generi preferiti da ciascuno.
Truemetal.it
Giunge così il momento degli Infernal Poetry, combo anconetano autore di un death metal ferale e tecnico, che incendia letteralmente il SO-Rock, con il pubblico che si massacra sotto il palco e partecipa in maniera molto attiva al concerto esaltando ulteriormente la band.
Con alle spalle due dischi, tra cui il fenomenale “Beholding the unpure”, grazie al quale sono saliti alla ribalta come una delle migliori extreme metal band italiane (ma non solo), e soprattutto ha gettato le basi per la loro partecipazione al tour europeo dei Dismember dello scorso anno; il quintetto marchigiano profitta dell'occasione per presentarci degli estratti provenienti dell'EP uscito ad inizio anno: “Nervous system checking”.
L'attitudine degli Infernal Poetry sul palco è veramente un concentrato di adrenalina, tecnica e sudore, dove, a fianco del singer Paolo Ojetti che sferza con le sue linee vocali acide e psicotiche, troviamo le chitarre che, pur creando un muro sonoro, trovano lo sfogo in grandi soli o in aperture melodiche. Anche la sezione ritmica non se ne sta certo statica, profittando di ogni occasione per menare fendenti e creare stacchi di gran classe.
Nei quaranta minuti loro concessi, questa autentica macchina da guerra ha passato in rassegna le varie hit di “Beholding the unpure” tra le quali l'ottima “FleshApes”, oltre ai nuovi estratti dall'EP, tra i quali “Forbidden Apples” e “They dance in circles”; la chiusura è stata affidata come di solito alla loro cover di “Fear of the dark”, che ha spremuto totalmente le forze di un pubblico che aveva ormai già dato tutto. Nulla da aggiungere, esibizione veramente eccellente, che grazie al grande feeling instauratosi tra band e pubblico ha fatto sì che l'effetto di deflagrazione abbia raggiunto il massimo livello, rischiando di spazzare via la tensostruttura sotto la quale si svolgeva il concerto. (L)
metalinside.it
20/07/2007 Live reports from S-HAMMER FEST 2007
A questo punto tocca ad una delle più letali e micidiali macchine da guerra italiane calcare il palco e cioè gli INFERNAL POETRY. È veramente incredibile il livello di professionalità raggiunto dalla band marchigiana, e ogni volta che li vedo suonare mi chiedo come mai non abbiano ancora agguantato il successo che realmente meritano. Qui ci troviamo di fronte a una band notevole, che non sfigurerebbe nei più grossi festival europei, micidiali dal punto di vista esecutivo, dannatamente coinvolgenti da quello scenico, con il frontman Paolo Ojetti vero animale da palcoscenico oltre che grande cantante. “Freshapes” e “Crawl”, entrambe tratte da “Beholding the un pure”, si mescolano alle nuove “Forbidden apples” e “They dance in circles” e alla conclusiva (come sempre) cover di “Fear of the dark”, e colpiscono in pieno volto il pubblico che finalmente ha abbandonato l'area relax e ha raggiunto il palco (e da qui non si muoverà più fino alla fine dello show degli headliner). Il loro sound, complice anche l'ottimo lavoro svolto dal fonico della serata, è imponente, potente ma al tempo stesso chiaro e definito, e permette di apprezzare al meglio sia il lavoro svolto dalle due asce Galassi/Morbidoni che dall'incredibile sezione ritmica sorretta dal funambolo Vagnoni dietro le pelli, coadiuvato dal gustoso lavoro al basso di Alessandro Infusini. Io insisto, voglio gli Infernal Poetry in giro in Europa come vanto della scena estrema italiana. Dopo tutti questi anni se lo meritano davvero…
EUTK.net
Tutta l'allegria pseudo-glam dei Rain viene poco dopo spazzata via dal ciclone Infernal Poetry , una band capace di stravolgere il pit grazie al primo vero e proprio pogo della giornata. I marchigiani erano molto attesi dal pubblico presente, tant'è che più di un centinaio di persone (forse 200) si riuniscono presso le transenne per scapocciare, pogare, urlare e saltare sulle note di vecchi e nuovi successi del combo italico. Un Paolo Ojetti in grandissima forma ha catalizzato le attenzioni dei molti fan accalcati alle transenne, coinvolgendo il pubblico con movenze forsennate, sudate, violente. Si barcamenava on stage colpendosi ripetutamente il capo con pugni, saltando ed urlando e tutta questa "scena" non ha fatto che rendere ancora più completo il set degli Infernal. Come molti sapranno la band di Ancona non è mai stata particolarmente apprezzata dal sottoscritto, che li segue dal debut "Not Light But Rather Visible Darkness" senza riuscire mai a trovare un qualcosa di stimolante nel loro sound, eppure al S-hammer il set del combo marchigiano mi ha tenuto incollato con gli occhi sul palco. Una potenza devastante, un muro di suono imponente, sorretto abilmente dalla sezione ritmica Infusini-Vagnoni, una band tecnicamente ineccepibile che ha tenuto il palco per circa una quarantina di minuti, sciorinando sia brani del nuovo Ep come "Forbidden Apples" , "They Dance in Circles" e "The Next Is Mine" sia vecchi brani come "Fleshapes" e "Crawl" tratti da "Beholding The Unpure". Peccato per una "Fear of the Dark" versione ridotta, dato che in molti aspettavano con ansia proprio la cover dei Maiden. Un set incendiario che ci ha tenuti impegnati in attesa degli headliner della serata ...
Ondalternativa.it
Il pubblico comincia ad essere realmente presente sotto il palco quando salgono on stage i marchigiani Infernal Poetry. La band riesce a mettere in scena una performance distruttiva e tecnicamente perfetta. La setlist va a ripescare veri e propri gioielli del calibro di Fleshapes , Crawl e brani estratti dall'ultimo lavoro come They Dance in Circles e Forbidden Apples . Il pubblico apprezza la proposta della band tant'è che si può cominciare ad intravedere nelle prime file il primo vero e proprio pogo della giornata. La chiusura viene affidata dopo circa una quarantina minuti di set alla cover Fear Of The Dark degli Iron Maiden, suonata in versione ridotta a causa del poco tempo rimanente.
Truemetal.it
02/06/2006 Live reports from GODS
OF METAL 2006
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www.metallus.it
www.eutk.net
www.heavy-metal.it
18/02/2006 REQUIEM+INFERNAL POETRY+DEBAUCHERY+DISMEMBER
- Tempo Rock (Reggio Emilia)
Il concerto degli Infernal Poetry è ovviamente
stato di tutt'altra categoria: suoni migliori, una presenza scenica
di tutto rispetto e soprattutto un lotto di canzoni semplicemente fantastico.
"Hell Spawn" ha dato fuoco alle polveri, subito bissata da
"I Always Lay Beneath". Dopo questa violentissima doppietta
è stato quindi il turno di quello che è, a modesto parere
del sottoscritto, il capolavoro assoluto della band nostrana: "Crawl".
Suonata in maniera impeccabile e supportata da un pubblico finalmente
partecipe, la canzone ha portato l'intero show su livelli d'eccellenza,
in quanto da lì in poi gli Infernal Poetry e, in particolare,
il frontman Paolo Ojetti, hanno davvero dato spettacolo, tenendo il
palco alla grande e suonando con una partecipazione e una precisione
allucinanti. "The Unpurifier" e "The Frozen Claws Of
Winter" sono stati due altri momenti indimenticabili nel breve
show, che è purtroppo stato concluso anzitempo per dare spazio
alle altre band, ma che ha comunque confermato gli Infernal Poetry come
una delle realtà più belle del death metal nazionale e
non.
Metalitalia.com
11/02/2006 INFERNAL POETRY + DARK LUNACY+ WEIRDREAM - Anomalia (Prato)
Chiuso il set degli Weirdream tocca agli Infernal
Poetry salire sul palco. Impressionante, poco altro c'è da dire
sul loro set: brani potentissimi e molto vari ed una presenza scenica,
un carisma ed una carica assolutamente sconcertanti; anche se il pubblico,
fatto salvo alcuni scalmanati sotto il palco, non risponde con altrettanto
calore ed energia il gruppo macina uno dopo l'altro brani vecchi e nuovi
senza errori e senza cali di tensione, un live-show da superprofessionisti
quali gli Infernal Poetry sono, che si chiude, come il loro nuovo disco,
'Beholding The Unpure', con una cover della maideniana 'Fear Of The
Dark' cantata quasi completamente dai folli sotto al palco. Brillantissimi.
Metallus.it
11/03/2005 INFERNAL POETRY + GRIMNESS
+ NO MERCY - Oddly Shed (Caserta)
Arriva finalmente l'attesissimo momento e l'Oddly
Shed si appresta a contemplare l'impuro che, sottoforma di death metal
dalle mille facce, si va a materializzare sul palco. Lo spettacolo si
apre con "Crawl" durante la quale, per un problema occorso
alla chitarra di Daniele Galassi, si riesce ad avere soltanto un assaggio
della violenza che andrà ad investire il locale che verrà
subito concretizzata con "From Mortal Body To Eternal Soul"
estratta dal positivissimo debut. "The frozen claws of winter"
e la stupenda "Unpurifier" fanno scaldare il pubblico, facendo
rendere conto a chi non aveva mai avuto l'onore di assistere ad una
loro gig di trovarsi di fronte a dei veri e propri fenomeni. Il frontman
Paolo Ojetti è un animale da palco: si dimena (tanto da rompere
ben due microfoni nell'arco dell'intero concerto), gestisce la scena
da vero protagonista mostrandosi in tutta la propria versatilità
vocale che non fa una piega. Gli altri componenti non gli sono da meno
e il nuovo arrivato Alessandro Vagnoni mostra di aver ormai pienamente
colmato il posto lasciato vuoto dal vecchio drummer Andrea Rabuini.
L'apice del concerto arriva durante la devastante "'Till The Seventh
Sky" (un'altro dei tre brani estratti da "Not Light.."
proposti questa sera ): il pubblico si scatena e la band, la cui forma
cresce esponenzialmente con lo scorrere dei brani, sa come infierire
con un'esecuzione di una violenza inaudita che supera in impatto, per
quanto possibile, la versione proposta in studio. Dopo un breve siparietto,
in cui il vocalist ringrazia il pubblico campano della calda accoglienza
ed accetta volentieri un sorso di Aglianico (vino rosso locale) gentilmente
offertogli, il massacro riprende senza soste con i brani estratti dall'ultimo
album capolavoro: "Fleashapes", "The Punishment",
"Blood spilled for a Spell" seguiti da "Hell Spawn".
A chiudere, con apprezzamento di tutti i presenti, dopo il bis di "Crawl"
(stavolta eseguita senza danni) e come era già avvenuto sul disco,
arriva la spettacolare cover di "Fear Of The Dark" con cui
si consuma il massacro in quel di Caserta.Una serata spettacolare in
cui i marchigiani hanno dato l'ennesima dimostrazione di essere una
band solida, affiatata ma anche e soprattutto originale e concreta.
Quando Daniele Galassi e co. impugnano gli strumenti, sia per comporre
che per esibirsi dal vivo, in ambito italiano non ce n'è per
nessuno. Infernal Poetry: qualunque amante del death per cui questo
nome è soltanto un accoppiamento di parole dissonanti vada ad
informarsi perchè non ammirarli significcherebbe far passare
inosservato uno dei cardini dell'attuale scena estrema italiana. La
notte ormai è giunta, l'impuro si è impadronito dell'Oddly
Shed e dalle sue macerie emergono sultanto i suoni folli, deviati e
spiazzanti di una serata da ricordare.
Heavy-metal.it
Dopo averli lasciati in camerino alla fine dellintervista
a sistemarsi per il concerto e a sparare le più immani cazzate
possibili (sono un vero spasso sti ragazzi
), ritrovo gli INFERNAL
POETRY sul palco, inutile a dirlo, più in forma che mai. Chi
non ha mai assistito ad un loro show non può realmente capire
il valore di questa band, che non ha NULLA da invidiare in quanto a
perizia tecnica, capacità di coinvolgimento, tenuta del palco
e quantaltro a tanti più blasonati colleghi stranieri.
Lesperienza dei nostri è tantissima e diventa assolutamente
palpabile quando inizia il loro show. Ottimo sound, bellimpatto,
precisione chirurgica sia da parte di Daniele e Christian alle chitarre,
sia da parte di quei due mostri di tecnica che sono Alessandro Infisini
al basso e il nuovo (relativamente, visto che pur non avendo
partecipato alle registrazioni del cd è ormai nella band da circa
un anno
) Alessandro Vagnoni dietro le pelli, vero e proprio polipo
umano, degno successore dellaltrettanto mostruoso Andrea Rabuini.
Menzione a parte merita Paolo Ojetti, il singer della band, vero e proprio
animale da palcoscenico, in possesso di ottime timbriche vocali (sia
scream che growl) nonché di unassoluta overdose di adrenalina
che lo fa letteralmente scatenare non appena calca il palco (vi basti
sapere che per la foga dellesibizione ha rotto ben tre cavi del
microfono, per limmensa gioia del fonico dellOddly, eheheh
).
Purtroppo come già successo per i Death SS con la pelle del rullante
di Anton Chaney, anche alle migliori band possono accadere degli imprevisti,
ed è così che proprio durante il primo brano Daniele rompe
una corda della chitarra, costringendo il resto della truppa ad andare
avanti senza di lui. Risolto il problema tecnico, il lungo crinito e
simpaticissimo chitarrista raggiunge i suoi compagni e contribuisce
con i suoi riff precisi e taglienti e i suoi assoli a far si che quella
di stasera risulti come una delle più intense tra le esibizioni
del gruppo (almeno stando anche a quanto detto proprio dai ragazzi della
band a fine concerto, assolutamente fomentati dallatmosfera raccolta
dellOddly, che effettivamente riesce a contenere le distanze tra
pubblico e band e quindi rendere il tutto più caldo,
ma soprattutto dallincredibile energia sprigionata dai kids presenti
come dire: pochi ma più che buoni
). Ovviamente la scaletta
è incentrata sui brani dellottimo ultimo lavoro Beholding
the unpure, migliore anni luce rispetto al pur buono esordio della
band, anche se inevitabilmente il gruppo propone alcuni estratti proprio
da questultimo, come Till the seventh sky ad esempio,
sempre presente nei loro show. Nonostante la bontà del pezzo,
nulla può contro la bellezza e la potenza delle ultime songs,
in particolare I always lay beneath e The punishment,
davvero devastanti. Come se quanto proposto finora non avesse
scatenato abbastanza putiferio ecco giungere la cover di Fear
of the dark, già presente anche sullultimo cd del
gruppo. Infernal Poetry, una realtà italiana che, come già
detto in fase di recensione di Beholding the unpure, merita
tutto il rispetto e il supporto possibile, una realtà italiana
in grado di far capire anche agli ottusi che lItalia non ha niente
da invidiare a nessuno e che anche qui da noi è possibile trovare
band di spessore. Se vi capitano a portata di mano andateli a vedere
dal vivo, sono una bomba
(Dulnir)
Dheadbangerzine.com
28/02/2005 INFERNAL POETRY + DELIVERANCE - Neon Ballroom (Civitanova)
La band entra e parte subito con la consueta disinvoltura,
riuscendo rapidamente a coinvolgere e convincere infilando una scaletta
che alterna sapientemente brani del nuovo apprezzato lavoro Beholding
The Unpure, come "Crawl" e "The Unpurifier", a vecchie
glorie del precendente lavoro: "till The Seventh Sky"
o "From Mortal Body To Eternal Soul". La sicurezza mostrata
sul palco dagli strumentisti è quella di una band matura, i presenti
si lasciano andare fin dai primi pezzi, e già da metà
concerto si intravedono umanoidi in estasi alcoolica che alzano le braccia
al cielo in adorazione mistica per un'esplosione melodica, una delle
frequenti armonizzazioni chitarra-chitarra-basso o i break d'impatto
con riffing stoppato/sincopato di scuola techno-thrash. Verso la fine
anche minori tentativi di pogo tra un pubblico sempre abbastanza sparuto,
che riesce comunque a ripulire il banchetto promozionale da tutti i
CD degli Infernal Poetry, segno che la prestazione è piaciuta
e ha convinto anche chi ancora non conosceva la band. Pregevole la prova
del nuovo batterista Alessandro Vagnoni (ex-Priority, Resurrecturis,
Paraphernalia, Hatred) che non suona sul disco ma ha già imparato
i brani a dovere, e non da meno i suoi compagni: dal carismatico Paolo
Ojetti, sempre più a suo agio nel ruolo di frontman, agli strumentisti
delle 6 e 4 corde, chirurgicamente precisi e con suoni puliti, potenti
e definiti. Anche il combo anconetano chiude con una cover, quella storica
"Fear Of The Dark" presente in conclusione dell'ultimo full
length; parte del pubblico, incitata dal singer, si lancia in coretti
di accompagnamento, e tutti gli altri in sinceri apprezzamenti. Alla
fine resta una sensazione di appagamento, la band è stata praticamente
perfetta ed i brani sono risultati convincenti dal vivo ancora più
di quanto lo fossero su disco, a testimonianza del fatto che il songwriting
è stato studiato con la massima cura e che ogni strumento ha
avuto il giusto spazio per essere sfruttato al meglio delle potenzialità.
La sensazione è quella di aver assistito alla prova di una delle
più importanti realtà nel death melodico italiano, una
band che non si abbandona ai trend ormai logori di un genere che è
quasi eufemistico definire stagnante, per scrivere pezzi personali e
riproponibili con successo in sede live. Ragazzi che sanno stabilire
un ottimo feeling con il pubblico, mostrando a piene mani anche quella
perizia strumentale che su disco si poteva solo immaginare. Prestazione
da incorniciare.
HMP.IT
21/08/2004 LA MOSTRA DEI MOSTRI - Cellino Attanasio (TE)
E' poi il turno degli Infernal Poetry, che
offrono come sempre una prestazione coinvolgente e apprezzata dal pubblico:
vengono suonati i brani del debutto "Not Light, But Rather Visibile
Darkness" e quelli dello split con i Dark Lunacy, lievemente riarrangiati,
ma vengono soprattutto presentati alcuni nuovi brani dal pluriannunciato
"Beholding The Impure". E sono proprio questi ultimi ad incuriosire,
mostrandosi molto più intricati e complessi dei predecessori,
rendendo necessari sicuramente più ascolti per una seria valutazione,
ma l'impressione resta comunque positiva. Il concerto si chiude con
la cover di "Fear Of The Dark" e con un altro brano del nuovo
album, previsto pare per Ottobre, e che dovrebbe costituirne il primo
"singolo": attendiamo decisamente fiduciosi.
Metallus.it
23/07/2004 S-HAMMER
METAL FEST 2004 - Castelvolturno (CE) - Pinetamare
Cominciamo ad avvicinarci al tramonto, e di conseguenza cambiano anche
le sonorità. Ecco quindi arrivare sul palco una delle migliori
realtà death della nostra penisola, i marchigiani INFERNAL POETRY.
Chi ha visto qualche volta i ragazzi su un palco non potrà che
essere rimasto colpito dallincredibile capacità di coinvolgimento
del gruppo, in particolare del singer Paolo, vero e proprio animale
in libertà. Gli altri ragazzi della band hanno una padronanza
degli strumenti davvero sopra la norma e pur proponendo un death fortemente
influenzato da parti melodiche, specie per quanto riguarda le trame
chitarristiche, limpatto finale è veramente notevole, non
perdendo unoncia della potenza che il genere deve possedere. Con
una scaletta giustamente bilanciata tra i brani del precedente lavoro
e quelli che finiranno sul loro prossimo full length in uscita a breve,
i nostri radono al suolo tutto quello che trovano davanti, con ottimi
pezzi quali From mortal body to eternal soul o Hell
spawn, per andare a finire a till the seventh sky.
A sorpresa il gruppo propone anche una cover di Fear of the dark
(ancora i Maiden
), personalizzandola e arricchendola con sonorità
tipiche della propria produzione.
Dheadbangerzine.com
10/08/2003 BLACK SUNRISE METAL
FEST - RIVELLO - PZ
Arriva al momento clou della serata: l'esibizione dei marchigiani Infernal
Poetry, ormai presenti in quasi tutti i festival in giro nella penisola,
e la band dorica dimostra di aver raggiunto una maturità da fare
invidia a tutte le band europee. Il live report si potrebbe concludere
con una sola parola GRANDISSIMI, ma penso che sarebbe riduttivo definire
la prestazione dei nostri solo con questo aggettivo. La band di Daniele
Galassi mette a ferro e fuoco il palco del The Black Sunrise, coinvolgendo
il pubblico presente, anche grazie a la solita grande prestazione, sia
vocale che scenica di Paolo Ojetti, singer di razza. Un vero spettacolo
assistere alla loro esibizione, io personalmente è la quinta
volta che li vedo live ed ogni volta mi stupiscono sempre di più.
Alla fine della loro esibizione sono rimasta qualche minuto a pensare
alla grandezza di questa band, che se avesse nazionalità svedese
o comunque nord-europea sarebbe già un punto di riferimento per
la scena estrema mondiale.
HMP.it
13/07/2003 MID SUMMER metal SUNDAY
- Civitanova Marche
Mentre stanno per registrare il successore del fortunato
Not Light But Rather Visible Darkness gli Infernal Poetry
non rallentano la loro intensa attività live e come al solito
si confermano un gruppo eccezionale da questo punto di vista
I
membri degli Infernal si sbattono senza sosta sul palco e rifilano ai
presenti la solita ondata di Death Metal, potenti, aggressivi, scenici
e bravi anche nelleseguire pezzi elaborati e tecnici. Il pubblico
apprezza ed il combo Italiano risponde con unora di musica senza
cali dintensità, con il Singer Paolo Ojetti, il quale a
Civitanova Marche gioca in casa, che domina la scena e trascina energicamente
i presenti.
www.i-dbox.it
Fedeli a se stessi, i furiosi deathsters marchigiani hanno proposto
uno show di tutto rispetto. Chi scrive ha una nota predilezione per
il combo del chitarrista Daniele Galassi, ma è innegabile che
più il tempo passa più gli Infernal Poetry appaiono solidi
e smaliziati, potendo tra l'altro contare su un repertorio musicale
in continuo miglioramento. L'evoluzione stilistica della band è
infatti chiara, e ha portato questi cinque ragazzi a marcare i contorni
di una riconoscibile personalità compositiva, ricca di variegati
spunti melodici e potenti - ma mai banali - inflessioni estreme. Senza
grosso timore di smentite, posso tranquillamente affermare che gli Infernal
al MS hanno davvero dimostrato di avere una marcia in più. I
migliori del lotto, seguiti a ruota dai Lacuna Coil.
HMportal.it
11/05/2003 Gig with DISMEMBER
- Thunder Road Codevilla (PV)
Gli Infernal Poetry, ormai considerati degli stakanovisti visti i ripetuti
concerti che li vedono protagonisti in quasi tutta Italia, hanno offerto
il solito show compatto ed aggressivo, proponendo le composizioni migliori
della loro ancor breve discografia. Nulla da dire sulla loro tenuta
del palco e davvero esaltante la loro preparazione tecnica. Una band
che non ha proprio nulla da invidiare a certi pompatissimi gruppi stranieri
e che in futuro avrà senz'altro modo di regalare grosse soddisfazioni
alla nostra scena. Bravissimi!
metalitalia.com
10/05/2003 Gig with DISMEMBER
- Siddharta - Prato
Gli Infernal poetry (Voto: 8), se la precedente band aveva preparato
il terreno di battaglia, hanno dato fuoco alle polveri: semplicemente
splendidi, anch'essi penalizzati da un mixaggio alquanto approssimativo
- che anche qui rendeva i suoni di batteria inascoltabili - ma reattivi
e per nulla statici sul palco. Un headbanging violento e continuo ha
accompagnato la loro prova, assai soddisfacente in vista dell'arrivo
del loro nuovo disco in studio. Livello tecnico disumano, capacità
di coinvolgimento estremamente elevate sono le principali doti di questo
ensemble...
metalmaniacs.it
19/01/2003 Metalitalia Fest - Thunder Road Codevilla (PV)
...mi hanno dimostrato che tutte le belle parole spese
per lodare il loro debut album non sono state buttate al vento, regalando
a tutti i presenti una prova Maiuscola, intensa, potente, e perfetta
sotto il profilo tecnico. La sezione ritmica è micidiale, i due
axemen sono due diavoli quando imbracciano le loro 6 corde, ed il singer
ha tirato fuori il meglio (o peggio, dipende dai punti di vista) di
sè, dando ai brani quella spinta fondamentale in sede live...
Babylonmagazine.net
8/12/2002 Putrifixion
Fest - Circolo degli Artisti - Roma
Spazio adesso agli INFERNAL POETRY, band anconetana vero fiore all'occhiello
della scena metal di casa nostra; per chi ne fosse ancora all'oscuro
la loro proposta musicale è un death metal che non disdegna divagazioni
melodiche,progressive e swedish.
Neanche l'indecenza del sound riesce ad inibire questo devastante combo
che ci mette davvero poco a scatenare l'entusiasmo generale aggredendo
il pubblico con esecuzioni che lasciano tutti stupefatti per levatura
tecnica e aggressività; è vero delirio quando partono
le prime note di "From mortal body to eternal soul",tratta
da l fortunatissimo full-lenght d'esordio "Not light but rather
invisible darkness".
La band è tutta in grande spolvero ma non posso esimermi dal
rendere giusto tributo a Paolo Ojetti, senz'altro uno dei frontman più
dotati e coinvolgenti che io abbia mai visto dal vivo.
Dunque agli INFERNAL POETRY non manca proprio niente per essere competitivi
oltreconfine e sfatare i pregiudizi rimasti nei confronti del metal
italiano.
I-dbox.com
Gli Infernal Poetry distruggono come al solito il set a base di
devastante Death Metal tecnico. Sicuramente un altro ottimo show della
band il cui stand viene letteralmente preso d’assalto dopo il
set. Tra le altre cose il singer del gruppo si diverte, beato lui, anche
a mettere autografi sui seni delle ragazze! Per fortuna anche da noi
succedono queste cose!
Crash Magazine
29/11/2002 Metal fest - Mamamia Rock Club -
Senigallia (AN)
Probabilmente avrete già letto di concerti di questa band, la
quale, nonostante abbia realizzato un ottimo full lenght album da studio,
ha trovato dal vivo la sua vera dimensione ed ha girato in lungo ed
in largo per l’Italia e per l’Europa lasciando il segno
in tantissimi ragazzi appassionati di musica estrema. Già dal
possente impatto si intuisce lo stato di forma di questo combo che promuove
proprio in questi giorni l’uscita della sua nuova release, uno
split con i Dark Lunacy. Anche in questo caso i suoni non sono il massimo,
ma con lo scorrere dei brani questi migliorano ed è facile essere
travolti dalle ritmiche incalzanti e serrate del gruppo. Si aggiustano
i suoni, ma arrivano le rotture, ovvero i guasti tecnici: a turno, infatti,
salta una corda della chitarra di Daniele Galassi, un jack (o almeno
penso sia stato un cavo.ndr) del bassista Alessandro Infusini ed il
microfono di Paolo Ojetti. Ma è proprio quest’ultimo, il
vocalist, a prendere in spalla gli Infernal Poetry (che nonostante tutto
non calano mai) ed a portarli in alto…Paolo canta tutto in modo
perfetto, dimostra un carisma eccezionale e grazie a tanta grinta conquista
il pubblico, lo fa suo e si diverte assieme ad esso. La formazione che
nasce tra Ancona e Civitanova Marche osa, presentando dal vivo i nuovi
brani -che vengono accolti in modo molto positivo- e si riconferma suonando
pezzi di Not Light But Rather Visible Darkness: nel complesso ne esce
una serata quasi entusiasmante, varia e ricca di sorprese…peccato
per gli “infortuni” ma congratulazioni vivissime agli Infernal
Poetry.
I-dbox.com
24/8/2002 ACME Zone Fest - Raiano
(AQ)
"Si viene a creare un clima di grande attesa per
l'imminente show degli INFERNAL POETRY. Attesa giustificatissima, poiché
la band darà luogo alla prova più intensa della giornata,
riversando sul pubblico un violentissimo death metal tecnico che non
ha fatto prigionieri, solo vittime. Veramente impressionante la carica
e la rabbia emanata dal cantante Paolo Ojetti, che per cinquanta minuti
è mosso come fosse un animale furioso in gabbia. Uno show senza
pecche, che non ha mai perso d'intensità, nonostante i tre (!)
black out dell'impianto che avrebbero potuto mettere in seria difficoltà
chiunque. Musicisti preparati, sound personale, grande impatto
Grandissimi!"
www.neroopaco.it
"Si cambia decisamente musica ( e mai detto fu più
azzeccato) con gli Infernal Poetry. Ottimo live per questo gruppo, peccato
solo per le tre interruzioni, dovute al sovracarico di tensione nel
service, caduti proprio in tre momenti molto intensi, sopratutto il
primo.
Il grupo ha proposto un ottimo death attuale, molto tecnico e veloce,
con infuenze alla Death (dei quali è stata realizzata anche una
cover), nel quale non mancano inserti più melodici dati sopratutto
dagli arpeggi del chitarrista. La cosa che mi ha colpito del gruppo
è stata indubbiamente l'alta abilità tecnica (forse sottolineata
dal live della band precedente), che non resta ovviamente pura tecnica,
ma sta a supportare un'anima, un'idea, ed il prubblico questo lo percepisce
benissimo vista l'esaltazione generale durante il loro live. Buona anche
la presenza scenica del gruppo in generale, e in particolar modo del
cantante che ha saputo tenere con padronanza il palco, instaurando un
buon "dialogo" con il pubblico. Bravi!"
Da Lynx Org
12/8/2002 Agglutination Fest - Chiaromonte (PZ)
"Che dire degli Infernal Poetry? Una
band ottimamente recensita ovunque, col loro "Not Light But Rather
Visibile Darkness" hanno sorpreso gli addetti ai lavori tanto da
meritare un contratto con la Self. I ragazzi di Ancona sono uno spettacolo.
La loro commistione fra la violenza e la quadratura del metal americano
con le melodie e l'impatto di gruppi quali gli At the Gates è
veramente straordinaria. "'Till The Seventh Sky" è
una canzone monumentale, estremamente esemplificativa delle mie affermazioni.
Le chitarre di Daniel e Christian inanellano riff su riff, la voce e
la presenza scenica di Paolo sono da tutelare come razza in via d'estinzione
(immaginatemi indossare una t-shirt con la foto del vocalist, sottotitolata
"Salviamo i frontman"
). I cinque pezzi proposti (fra
cui un gran bell'inedito, intitolato "The Punishment"), mettono
in evidenza una band dal luminoso futuro (non tastatevi i testicoli,
please!) e dalla certa carriera."
www.metalloitaliano.it
"A svegliare un pò tutti ci
pensano gli Infernal Poetry, di cui mi avevano parlato bene e di cui
ho potuto saggiare le promettenti capacità. Thrash-Death suonato
con buona tecnica, brani articolati e non scontati, a tratti davvero
trascinanti e con quel pò di melodia che di certo non ha guastato.
Il pubblico sembra aver apprezzato. Per loro un ottima prova. Da seguire
in futuro."
Raw and Wild magazine
25/4/2002 Pandemonivm
Fest - Alpheus - Roma
"Con la musica dei Infernal Poetry l'aria bolle
ancora di piu. Il loro è un piacevole death melodico, ma anche
con riff violenti e una voce straziante. Il cantante, un piccolo uomo
sinistro, con una voce ruggente si e dimostrato un ottimo front-man
e ha saputo perfettamente comunicare con il pubblico. Correva, saltava,
si dava i pugni sulla fronte e si buttava sulla folla. Per il resto
gli Infernal Poetry sono dei grandi musicisti - i due chitarristi che
facevano i tapping alla velocita della luce, le dita del bassista non
si vedevano per quanto erano veloci e il suono della batteria era pulito
e preciso."
www.holymetal.it
1/12/2001 Blaster -
Monsano (AN)
"E montarono su gli Infernal Poetry,
che con il loro debut hanno accontentato i numerosissimi fans che da
tempo chiedevano un disco alla band anconetana. Onestamente penso che
un buon 75 % delle persone fosse venuto là per loro, dato che
ogni loro show a cui ho assistito, è stato sempre una cosa "grassa".
Come al solito si parte con l'intro a cui questa volta il gruppo fa
seguire "Hell Spawn" e già la gente davanti al palco
andava via di matto, si cominciava a pogare e ciò era cosa buona
e giusta. "Till The Seventh Sky", ovvero uno dei pezzi grossi
dell'album e "The Higher Cause" preparano a dovere la gente
là davanti per la prima bomba della serata: un pezzo nuovo, ossia
"Blood Spilled For A Spell" che chiaramente nessuno conosceva,
ma devo dire che ha riscosso molti consensi. E qui inizia la fase "calda"
del concerto dei nostri, perchè da bravi volponi i nostri Infernal
Poetry fanno partire la melodia iniziale di "This Mortal Coil"
dei Carcass, che appena viene recepita dal pubblico, scatena un'ondata
di "violenza buona", ossia pogo che coinvolge anche il mio
amico Ste, un cristo di un quintale e passa. "Pragmatic Gemini"
(che è una delle canzoni che preferisco) dà un po' di
respiro perchè con la successiva "Deviation In Sacrality"
si ha la seconda bomba: a metà canzone il gruppo attacca gli
accordi di "Angel Of Death" degli Slayer e, sfortunatamente
per il mio amicone, volano ancora calci in culo e spintoni. "The
Frozen Claws Of Winter", ossia un'altra canzone nuova e la storica
cover di "Without Judgement" dei Death fanno da antipasto
a "From Mortal Body To Eternal Soul" la canzone che un po'
tutti quella serata aspettavamo. "The Punishment", altra canzone
nuova, faceva pensare che lo show finisse così, ma invece il
gruppo iniziava un'altra canzone... ma qual'era? Cazzo, è "Alison
Hell" degli Annihilator, un pezzo di storia ed è stato bellissimo
vedere Paolo (Ojetti, il cantante) duettare col bassista Alessandro
nel ritornello in falsetto!!! Proprio qualcosa di grande e a vedere
il povero Andrea (batterista) sudato fradicio si poteva capire quanto
il gruppo si era impegnato per la buona riuscita della serata! Bravi!!
www.hmportal.com
06/11/2000: The Frontline,
Gent (Belgium): Infernal Poetry, Abigail, Impiety, Decayed
Infernal Poetry (IT) had to start with a pretty sound. Their music is
a mixture of brutal death metal with some melodic parts with a lot of
solo's sometimes in the vein of Malmsteen. The music has a lot of (sometimes
strange) breaks and tempo changes but that only makes their music more
interesting and attractive, really a Great band and a big surprise from
these (still)Unknown Italians....
The Grind Killer